Il Bonus gite scolastiche 2026 viene aggiornato per studenti e famiglie, soprattutto in un periodo in cui i costi dei viaggi di istruzione sono aumentati sensibilmente. Questa misura, introdotta inizialmente nel 2023 dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, nasce con un obiettivo chiaro, garantire a tutti gli studenti la possibilità di partecipare alle attività didattiche fuori aula, indipendentemente dalla situazione economica familiare.
Per il 2026 non si tratta di un nuovo incentivo, ma della proroga dei fondi già stanziati e non completamente utilizzati negli anni precedenti. Vediamo insieme in questo articolo come funziona, a chi spetta e come ottenerlo.
Cos’è il Bonus gite scolastiche 2026?
Il Bonus gite scolastiche 2026 è un contributo economico destinato a sostenere le spese per viaggi di istruzione e visite didattiche organizzate dalle scuole. Si tratta di un aiuto concreto per coprire, in tutto o in parte, i costi legati a queste attività, considerate fondamentali per la crescita educativa e sociale degli studenti.
Il contributo è stato finanziato con un fondo nazionale di circa 50 milioni di euro, con l’obiettivo di favorire la partecipazione anche degli studenti provenienti da famiglie con difficoltà economiche.

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A chi spetta il Bonus gite scolastiche 2026 ?
In origine, il Bonus gite scolastiche 2026 era destinato principalmente agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado appartenenti a famiglie con basso reddito. Per il 2026, però, la situazione cambia:
- i criteri non sono più uniformi a livello nazionale;
- ogni scuola può stabilire autonomamente le regole di assegnazione;
- la platea dei beneficiari è stata ampliata.
In generale, possono accedere al contributo:
- studenti iscritti a scuole statali (e in alcuni casi paritarie);
- famiglie con ISEE entro una certa soglia;
- studenti che partecipano a viaggi di istruzione inseriti nel piano formativo.
Il requisito ISEE resta importante, ma non è più rigido come in passato, inizialmente era fissato a 5.000 euro, poi aumentato a 15.000 euro e oggi potrebbe arrivare anche fino a 20.000 euro, a seconda delle decisioni delle singole scuole.
Bonus gite scolastiche 2026: Importi
Il valore del Bonus gite scolastiche 2026 resta generalmente fissato a fino a 150 euro per studente. Questa cifra rappresenta il limite massimo del contributo e serve a coprire parte delle spese sostenute per il viaggio. Tuttavia, con le nuove regole:
- il contributo può coprire anche l’intero costo della gita (se più basso);
- non è più obbligatorio che la gita costi almeno 300 euro;
- l’importo effettivo può variare in base alle decisioni della scuola.
Come funziona il Bonus gite scolastiche 2026 ?
Una delle caratteristiche principali del bonus è che non viene erogato direttamente alle famiglie:

- il contributo viene gestito dalla scuola;
- può essere applicato come sconto diretto sul costo della gita;
- oppure come rimborso di spese già sostenute.
Inoltre, grazie ai sistemi digitali del Ministero, le scuole possono generare pagamenti già scontati, semplificando la gestione amministrativa.
Bonus gite scolastiche 2026: Requisiti
I requisiti per ottenere il Bonus gite scolastiche 2026 possono variare da istituto a istituto, ma in generale includono:
- attestazione ISEE in corso di validità;
- iscrizione dello studente all’anno scolastico di riferimento;
- partecipazione a una gita o visita didattica prevista dalla scuola;
- eventuali criteri aggiuntivi stabiliti dal Consiglio d’istituto.
Come richiedere il Bonus gite scolastiche 2026 ?
Le modalità di richiesta possono variare, ma generalmente seguono queste fasi:
- presentazione della domanda (online o tramite scuola);
- verifica automatica dell’ISEE;
- approvazione da parte dell’istituto;
- applicazione dello sconto o rimborso.
Negli anni precedenti, la richiesta avveniva tramite la piattaforma ministeriale “Unica” o con il supporto della segreteria scolastica.
Quando arriva il Bonus gite scolastiche 2026 ?
Non esiste una data unica per tutta Italia. In genere:
- il bonus viene applicato prima del pagamento della gita (sconto diretto);
- oppure dopo, come rimborso.
Le tempistiche dipendono quindi da:
- organizzazione della scuola;
- periodo in cui si svolge la gita;
- tempi di approvazione delle domande.

In passato, le finestre per fare richiesta si aprivano tra marzo e maggio oppure a inizio anno scolastico.
Cosa succede ai fondi non utilizzati?
Un aspetto importante riguarda la gestione dei fondi residui. Le risorse:
- possono essere utilizzate anche per l’anno scolastico successivo (come nel 2026);
- devono però essere impiegate entro un certo periodo.
Se non vengono utilizzate per tre anni consecutivi:
- devono essere restituite allo Stato;
- vengono riassegnate al bilancio del Ministero.
Questo sistema serve a evitare sprechi e garantire che i fondi siano effettivamente utilizzati per gli studenti.








